L’ottimismo di Gerry Scotti sulla questione del cambio di provincia: “Le mie terre stanno rinascendo”
Riportiamo un articolo apparso su Repubblica.it che tratta la questione della secessione dalla Provincia di Pavia di Miradolo Terme. Il noto quotidiano chiede parere al nostro illustre concittadino Gerry Scotti. E Lui apre le porte al Comitato per il cambio di provincia.
Repubblica — 22 novembre 2009 pagina 11 sezione: MILANO di Luigi Bolognini
LA MIRADOLO Terme dove Gerry Scotti è nato e (molto) cresciuto è l’ esempio perfetto di quanto Pavia e Lodi siano intersecate tra di loro: è in provincia di Pavia, ma ha ufficialmente chiesto di passare a Lodi, della cui diocesi fa già parte. Lei da che parte sta, Scotti? «Mi eleggo a spettatore neutrale della vicenda, non ho motivi precisi, nemmeno di affetto, verso nessuna scelta. È vero che sono pavese, ma Pavia anche da bambino l’ ho vista più col binocolo che altro. <!–more–>Sottolineo solo una cosa curiosa: io sono di una frazione di Miradolo, che si chiama Camporinaldo, i cui abitanti vogliono fare la secessione dalla secessione e passare alla provincia di Milano, attaccandosi a San Colombano al Lambro. Quindi da pavese passerei a lodigiano per poi in realtà diventare milanese». E allora da osservatore neutrale ci può raccontare bene entrambe le province. Che differenza c’ è tra Pavia e Lodi? «Di carattere, anzitutto. Pavia è dotta, intellettuale, con la sua università, però è chiusa e sparagnina. Lodi è più aperta e allegra, leggermente più godereccia, fa i soldi, ma ama anche farli vedere, spenderli, mangiar bene». Il cibo è un tema a cui lei è sensibile. Qui le differenze come sono? «Lodi ha fortissime industrie casearie, e per me conta moltissimo essendo dipendente dai formaggi, penso al pannerone. Pavia città brilla poco, pensi che la specialità è la supa, cioè minestra col pane, nulla di originale. Il resto è tutta roba di agricoltura. Il riso, ovviamente, e come può immaginare ci tengo particolarmente, e poi galline, conigli. C’ è più varietà nell’ Oltrepo, con i salumi e i vini. Cose che però, poco goderecci come siamo, abbiamo sempre valorizzato scarsamente: solo di recente, tra cantine, bed and breakfast e agriturismo, si è capito che sono sia cose culturali che fonti di reddito. È uno dei cambiamenti degli ultimi anni della zona, finalmente in meglio». Perché? «Queste – e parlo sia per Lodi che per Pavia – sono aree che negli anni Settanta si sono parecchio abbruttite a seguito dello svuotamento degli anni Sessanta, quando ci fu un forte inurbamento. Ne fui vittima anche io: mio papà preferì fare l’ operaio a Milano che il contadino con suo padre. Di conseguenza il territorio perse i suoi presidi umani: residenti, ma anche osterie, posterie, panifici. Ed è stato così per decenni. Ora la tendenza si sta invertendo». Ovvero? «Ovvero chi si era inurbato, o i suoi figli, o i suoi nipoti, sta rifluendo. E torna da dove veniva, costruendosi una casetta o ristrutturando quella di famiglia, per passare una vecchiaia tranquilla o far crescere i figli in un ambiente tranquillo e senza inquinamento. Chi lavora ancora preferisce fare il pendolare, su e giù con treni o corriere tra la provincia e la metropoli». E questo che cambiamenti ha portato? «Che molte case brutte sono state buttate giù e che si stanno facendo ristrutturazioni significative dei cascinali, ma senza stravolgerli. Insomma, un abbellimento generale. La campagna di Lodi e di Pavia torna a essere vissuta, e non solo come luogo per le vacanze o come area presidiata solo dai contadini». Lei non ha mai pensato di tornare definitivamente alle origini? «Mi piacerebbe. Miradolo per me è questo, adesso: un tuffo nelle origini, la terra dei ricordi e dei sepolcri dei miei cari, e lo dico con dolcezzae malinconia. Il ritorno alla terra è un sogno che coltivo di fare, tra qualche anno: come Cincinnato, mollare tutto e mettermi a fare il contadino». Di cosa? Non dica di riso. «No, su quello il dottor Scotti può stare tranquillo. Penso semmai a produrre vino. Se poi davvero divento parte di San Colombano al Lambro, beh lì il vino lo sanno fare». Bisognerà risolvere la questione della provincia, però. E lei dovrà prendere una posizione. «Lo farò. E per questo lancio un appello ai miradolesi: mi dicano quando si vota e facciano votare pure me». LUIGI BOLOGNINI
Partecipa anche tu al sondaggio. Miradolo con Lodi o con Pavia?
Su Blog Lombardia http://bloglombardia.it troverete un sondaggio che pone la fatidica domanda: Miradolo deve essere integrato alla Provincia di Lodi o deve restare con Pavia? Partecipa anche tu ed esprimi il tuo parere.
Comunicato
L’articolo apparso su “La provincia Pavese” del 18 novembre ha messo in evidenza le diverse anime e le paure che popolano e aleggiano sulla nostra iniziativa.Gli stolti del passato dicevano che “un popolo viene tenuto in pugno se mantenuto nell’ignoranza” ed è quello che il nostro Comitato non vuole assolutamente fare! Ci sforzeremo da oggi, con tutte le energie e i mezzi a nostra disposizione, di ascoltare le paure e i dubbi dei nostri compaesani (e sottolineo compaesani non concittadini), per aiutarli a comprendere i vantaggi derivanti dal passaggio della nostra comunità al lodigiano e per chiarire una volta per tutte che nessuna manovra politica sta dietro al nostro Comitato, se non la grande passione e l’amore per il nostro territorio.
Sull’articolo di oggi abbiamo notato molta disinformazione sull’argomento, non tanto da parte della popolazione che, legittimamente, sta tentando ora un po’ affannosamente di informarsi, quanto da parte di chi dovrebbe conoscere a menadito gli iter procedurali. A questo proposito esortiamo gli amministratori interessati ad approfondire l’argomento onde evitare di fornire errate informazioni alla popolazione.
Lo stato attuale delle cose ci pone una domanda: Miradolo Terme non è stata valorizzata dalle amministrazioni comunali che si sono succedute nel corso degli anni, ne messa al centro di strategici progetti di rilancio del territorio dall’Ente Provincia, oltre ad essere lasciata con servizi precari ed infrastrutturecarenti. Perchè? Siamo di fronte ad una domanda politica che sale da una parte della cittadinanza locale. Non è semplice folklore, né si tratta di egoismi o piccoli protagonismi. In ballo mettiamo l’interesse generale del territorio e della sua gente, con le sue dinamiche ed aspettative purtoppo da troppo tempo disattese. Il progetto di annessione ad una provincia a noi confinante fa riferimento alla logica deduzione di determinare un nuovo riferimento di autonomia locale per sfruttare le grandi risorse di cui dispone Miradolo Terme e il suo territorio. Questo nell’interesse di tutti, dagli attori in campo fino al sistema turismo Italia. Decentrare in due provincie le risorse disponibili, come ad esempio il termalismo e il parco collinare, consente di accrescere le possibilità di rilancio di tutto il territorio comunale e, di conseguenza, anche dei territori confinanti con una crescita dei servizi, della qualità della vita e del valore generale. Su questi aspetti il Comitato aspetta delle risposte ed auspica di intavolare un confronto con tutti, dalle istituzioni alla cittadinanza. Non siamo però disposti ad accettare, di fronte a questioni così importanti e delicate, di essere liquidati come dei promotori di sciocchezze e stupidaggini.
Nella giornata di giovedì 19 novembre una troupe RAI sarà a Miradolo per intervistare gli appartenenti al Comitato e sentire la popolazione sull’argomento, ci aspettiamo e auspichiamo un’ampia partecipazione da parte dei Miradolesi, di qualsiasi opinione, perché per noi, e lo ribadiamo nuovamente, l’importante è creare interesse attorno alla nostra terra e far si che tutti ne possano trarre beneficio!
Aperte ufficialmente le adesioni al Comitato
Per aderire al Comitato Miradolo con Milano è sufficente cliccare in home page nella sezione “aderisci”, compilare il modulo preposto ed inviarlo via fax al numero indicato. L’adesione è gratutita.
Cambiare Provincia per essere protagonisti
L’Ente Provincia di Lodi incontra il Comitato: “Siamo disposti ad annettere e rilanciare Miradolo Terme”
Oggi, Venerdì 13 novembre, una data “storica” per il Comitato Miradolo Terme con Milano. Non credo che l’aggettivo storico sia pomposo o esageratamente iperbolico, per chi come noi, dopo solo un mese e mezzo circa dalla nostra costituzione in Comitato, ha fissato una pietra miliare per quello che auspichiamo potrà essere il futuro della nostra Miradolo.
Questa mattina io, Massimiliano Scala (vicepresidente), Andrea Vari (tesoriere) accompagnati da alcuni simpatizzanti del nostro Comitato e in contatto diretto con il nostro consulente giuridico dott. Fabio Ratto Trabucco, siamo stati ricevuti dall’Assessore alla pianificazione territoriale e urbanistica, Viabilità, Trasporti, valorizzazione dei Beni Culturali, Arch. Nancy Capezzera, della Provincia di Lodi. Continua a leggere…
Parla il Presidente…..
La lettera è stata postata sul blog di Miradolo terme
E’ da qualche giorno che, con piacere, noto che è tornato un certo “fermento”ed interesse attorno al nostro Comitato e alle nostre future iniziative. “Bene o male, purchè se ne parli diceva Oscar Wilde, ed in effetti in questa nostra prima fase, ad un mese e mezzo dalla nostra costituzione in Comitato, è importante farsi sentire, farci notare ed esporre le motivazioni che ci hanno portato a intraprendere questa bella ed appassionante avventura. Continua a leggere…
Dopo Miradolo con Milano ecco un’altra “stupidada”: Santo Stefano Belbo vuole lasciare Cuneo e passare alla Provincia di Asti
fonte: blog di miradolo
Il Comune di Santo Stefano Belbo vuole passare dalla provincia di Cuneo a quella di Asti. In Consiglio comunale maggioranza e opposizione si sono già dichiarati favorevoli a diventare astigiani.
“Con l’annessione ad Asti – ha commentato il sindaco Giuseppe Artuffo – potremmo avere un peso decisamente maggiore. Con 23 chilometri quadrati di superficie e oltre 4 mila abitanti, potremmo diventare il quarto Comune della provincia e acquisire un ruolo di maggior spicco rispetto a quello attuale”.
Il blog di Miradolo, in qualità di simpatizzante e sostenitore del Comitato Miradolo Terme con Milano, intende dare un pò di spazio alle notizie relative ai cambi di provincia dei comuni italiani al fine di dimostrare che l’autodeterminazione dell’autonomia locale non è una stravaganza o la voglia di protagonismo. Quasi sempre dietro queste scelte ci sono grandi opportunità di crescita e sviluppo. Per questo la questione posta dal Comitato non può essere liquidata con uno sbrigativo e semplicistico “l’è na stupidada”.
La stampa sul Comitato…..
Riportiamo alcuni articoli che la stampa ha dedicato al Comitato Miradolo con Milano. L’attenzione dimostrata è un chiaro esempio di come la questione sollevata dal nostro Comitato sia di grande attualità ed interesse. Cliccate sopra l’immagine per ingrandire e leggere.




